Andiamo a quel paese
Valentino e Salvo, disoccupati in cerca di fortuna e raccomandazione, lasciano Palermo per il paese, dove Valentino è nato e ha piantato la donna dei suoi sogni. La situazione a Monteforte non è però promettente, la gente mormora tra piazza, chiesa, bar e barbiere. L'età matura dei paesani ispira Salvo che risolve di (soprav)vivere con la pensione della suocera e di ogni zio e zia provvisto di 'utile'. Accolti e costretti a un regime alimentare severo, che li conservi in salute e in vita, i 'pensionanti' delegano vita e ritiro pensione a Salvo e Valentino, che comprano la prima auto nuova e provano a godersi il quotidiano. Ma uno dopo l'altro gli ospiti senili trapasseranno, gettando Salvo nella più completa disperazione. Irriducibile e ostinato, convince Valentino a sposare la zia Lucia per garantirsi con la sua pensione il futuro. Niente tuttavia andrà secondo i suoi piani. Perché la vita è sempre in agguato.
Vale la pena? — Andiamo a quel paese
3 motivi per guardarlo
- Ficarra e Picone in versione disoccupati che sfruttano le pensioni degli anziani, una comicità nera che spacca
- La scena della lista dei parenti da 'mantenere' è già cult
- Ti fa ridere pensando a come fregheresti il sistema se potessi
A chi piacerà
Se hai amato Boris o Zerocalcare e cerchi una commedia italiana che non sia la solita roba da fidanzati-popcorn. Perfetta per la serata pizza con gli amici quando vuoi ridere senza impegno.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi ritmo serrato tipo The Boys, qui è lento come un pomeriggio in paese
- La trama è semplice, niente colpi di scena
- Skip se non sopporti l'umorismo tutto dialetti e situazioni
Commenti (1)
super divertente, ficarra e picone fanno spaccare, sono troppo forti, tra matrimoni, funerali, pensionati e disoccupati c'è da sganasciarsi