Come un gatto in tangenziale
Giovanni Minimo, intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale vive nel centro di Roma. Monica, ex cassiera, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive: Bastogi, Roma. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi. Sono le persone più diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. I due cominciano a frequentarsi e a entrare l’uno nel mondo dell’altro. Giovanni, abituato ai film nei cinema d’essai, si ritroverà a seguire sua figlia in una caotica multisala di periferia; Monica, abituata a passare le sue vacanze a Coccia di Morto, finirà nella scicchissima Capalbio. Ma all'improvviso qualcosa tra loro cambia...
Vale la pena? — Come un gatto in tangenziale
3 motivi per guardarlo
- Paola Cortellesi e Antonio Albanese che litigano come in una sitcom ma con la periferia romana reale
- La scena del cinema multisala vs. cinema d'essai è un meme vivente sulla differenza di classe
- Ti fa ridere con battute che colpiscono senza diventare la solita commedia all'italiana
A chi piacerà
Se hai visto Boris e ti piace l'umorismo sulla Roma vera, non quella da cartolina. Perfetto per la serata in famiglia o con amici quando vuoi una commedia che non sia cringe.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o dramma stile Gomorra, qui zero
- La trama è semplice, niente colpi di scena
- Skip se non sopporti i film che parlano di differenze sociali in modo leggero
Commenti
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