Da grandi
Marco, Tato, Serena e Leo hanno 9 anni e sono amici inseparabili pronti a difendersi dai dispetti dei compagni di scuola. Tutti e quattro si sentono trascurati dalle loro famiglie: i genitori di Marco dimenticano il suo compleanno, sbagliano torta e regalo, lo umiliano per l’irrisolta questione della pipì a letto e lo costringono a badare alla sorellina-peste Silvia. Tato convive con la mamma single, alla ricerca costante dell’amore della sua vita. Serena proprio non comprende le insistenze del padre che la vorrebbe campionessa di tennis e non instancabile divoratrice di merendine. E poi c’è Leo, amatissimo dai nonni che lo crescono brillantemente al posto degli amati genitori scomparsi in India. La sera del compleanno di Marco si ritrovano a spegnere insieme la candelina ed inconsapevolmente esprimono lo stesso desiderio: diventare grandi. Il tempo di una notte ed eccoli magicamente coetanei dei loro genitori ma con i comportamenti e i pensieri tipici dei bambini.
Vale la pena? — Da grandi
3 motivi per guardarlo
- La scena del compleanno sbagliato è così cringe che ti fa morire dal ridere
- Enrico Brignano che interpreta il padre distratto è la vera chicca
- I flashback degli anni '90 ti fanno sentire dentro un episodio di Boris
A chi piacerà
Se hai nostalgia degli anni '90 tipo 'Tre metri sopra il cielo' o ti piace la comicità di Zerocalcare. Perfetto per la serata in famiglia quando vuoi qualcosa di leggero.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una commedia spacca come The Boys, qui trovi zero
- La trama è prevedibile, tipo film Disney Channel
- Skip se non sopporti i bambini che fanno i saputelli
Commenti (2)
Un film stupendo che fa provare un sacco di emozioni, sia agli adulti che ai bambini. Lo consiglio davvero a tutti i genitori, a chi lo vuole essere o lo sta per diventare. Ma lo consiglio anche ai più piccoli, magari insieme ai genitori, perché insegna tanto. Grazie per questo piccolo gioiello. P.S.: Peccato che sia così poco conosciuto.
un bel film italiano, ironico e spassoso, fa ridere parecchio, mi ha ricordato il capolavoro "da grande" di renato pozzetto.