Din Don: Una Parrocchia In Due
Donato, un manager musicale cialtrone, per sfuggire ai due sgherri di un boss a cui, per colpa della sua inefficienza, ha fatto perdere molti soldi, approfittandosi di una lettera dello zio vescovo si presenta al parroco di una chiesa di paese, Don Dino, vestito da prete, e finge di essere stato mandato lì dal vescovo come viceparroco. La chiesa di Don Dino è sempre vuota. I fedeli del paese frequentano, infatti, la chiesa nuova, retta da Don Gabriele, un prete ruffiano, che ci sa fare con la gente. L'arrivo di Donato inizialmente sembra il colpo finale per la chiesa di don Dino: Donato non sa da dove cominciare una messa, non ha mai confessato né sposato nessuno, la sola idea di fare un'estrema unzione lo spaventa. Don Dino comincia a litigare con Donato: sembra tutto meno che un prete. Ma a poco a poco, i modi stravaganti di Don Donato, la sua apertura mentale da "peccatore", la sua mentalità da prete rock, cominciano ad attrarre i fedeli...
Vale la pena? — Din Don: Una Parrocchia In Due
3 motivi per guardarlo
- Enzo Salvi e Maurizio Battista insieme in una commedia italiana che spacca
- La scena del finto prete che organizza concerti in chiesa è pura follia
- Se hai nostalgia delle vecchie commedie italiane stile cinepanettone, qui ci sta
A chi piacerà
Per chi ha amato Boris e cerca una commedia leggera senza pretese. Perfetto per la serata in famiglia o con gli amici quando vuoi ridere senza pensare troppo.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una trama solida, qui è un po' tirata
- La recitazione a volte è esagerata tipo soap opera
- Skip se non sopporti le commedie italiane un po' vecchio stampo
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