Febbre a 90°
Il caso insolito di un film sul “futbòl” in forma di commedia romantica in ambiente scolastico: una storia d'amore tra due insegnanti che si conclude con la conversione di lei, contagiata dal tifo calcistico. A differenza del romanzo di Nick Hornby da cui è tratto, che va dal 1968 al 1992, il film si concentra sulla stagione calcistica 1988-89 (l'anno in cui, dopo 18 anni, l'Arsenal vinse il campionato inglese con una partita al cardiopalma sul campo di Liverpool) con brevi e occasionali ritorni all'indietro su Paul ragazzino e già tifoso. Nel film si vede poco il calcio giocato. Esordiente al cinema dopo aver fatto teatro e TV, Evans ha aggirato l'ostacolo limitandosi a qualche frammento di telecronache e a momenti di partitelle della squadra scolastica allenata da Paul. Più che sul calcio, è un film sulla passione, sull'ossessione per il calcio: pungente, divertente e tenero.
Vale la pena? — Febbre a 90°
3 motivi per guardarlo
- Colin Firth da giovane che fa il prof romantico e ossessionato dall'Arsenal
- La scena della partita finale che ti tiene col fiato sospeso anche se non capisci il calcio
- La trasformazione di Ruth Gemmell da prof seria a tifosa sfegatata è spassosa
A chi piacerà
Se hai amato le storie romantiche tipo 'Tre metri sopra il cielo' ma con un twist sportivo. Perfetto per le serate chill con chi apprezza i film anni '90 senza pretese.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione calcistica, qui si vede poco il gioco
- Il ritmo è lento in alcuni punti, occhio
- Skip se odi i finali prevedibili alla 'Notte prima degli esami'
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