Il favoloso mondo di Amélie
Amélie cresce in provincia, siamo in Francia. Suo padre è un medico fin troppo originale: visita ogni mese la figlia, che si agita ogni volta, e crede che sia malata di cuore. La madre, uscita dalla chiesa, viene schiacciata da una suicida. Più grande la ragazza va a Parigi. Fa la cameriera e incontra tanta gente. Il 31 agosto 1997 è il giorno decisivo della sua vita: vede in tv il servizio dulla morte di lady Diana, le cade di mano un tappo di bottiglia che finisce sotto una piastrella, dove Amélie trova una vecchia scatola di cianfrusaglie (figurine, la foto di un calciatore, un ciclista di ferro). Si mette in testa di rintracciare il proprietario, che a quel punto avrà una cinquantina d'anni. Lo trova, gli restituisce il "ricordo" e gli cambia la vita.
Vale la pena? — Il favoloso mondo di Amélie
3 motivi per guardarlo
- La scena in cui Amélie fa trovare la scatola di ricordi è pura magia da condividere su Instagram
- Audrey Tautou ti fa innamorare con gli occhi, tipo la protagonista di un anime live-action
- Il modo in cui aiuta la gente intorno a sé è come se Wednesday Addams fosse diventata buona
A chi piacerà
Se hai amato la dolcezza stramba di Stranger Things mescolata all'estetica colorata di Euphoria. Perfetto per le serate in cui vuoi un film che ti scaldi il cuore senza essere cringe.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o drammi tipo Mare Fuori, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per chi ha fretta
- La Francia anni '90 può sembrare un po' vintage, skip se vuoi qualcosa di più contemporaneo
Commenti (11)
La colonna sonora di Yann Tiersen è l'unica cosa che salva questo film, il resto mi ha annoiato a morte.
Rewatched ieri dopo anni. I dettagli visivi sono ancora fantastici - ogni inquadratura è curatissima, i colori saturi, le simmetrie. Però devo ammettere che il personaggio di Amélie, con tutta la sua timidezza e i gesti carini, a volte rischia di scivolare nel manierismo. La regia di Jeunet però tiene tutto insieme con un ritmo piacevole, anche se il finale un po' scontato non aiuta. Ci sta per una visione rilassante, ma non è il capolavoro che dicono.
La scena dei lampioni che si accendono mentre lei cammina per Parigi mi ha fatto sorridere come un bambino. Atmosfera unica.
Sono andato al cinema un po' per colpa della mia ex, devo dire che ero abbastanza indifferente all'inizio. A trent'anni preferivo i film d'azione. Poi però, la storia, l'atmosfera di Parigi - che ho scoperto davvero solo dieci anni dopo, visitando pure gli stessi posti del film, il bar soprattutto - e la colonna sonora... tutto insieme mi ha preso dentro. È finita tra i miei dieci film francesi preferiti di sempre. Ci ho ripensato spesso.
Audrey Tautou è perfetta nel ruolo, ma dopo un po' la trama diventa ripetitiva. Carino per una serata leggera.