Il pataffio
Il pataffio di Malerba è un buffo romanzo che si muove in un medioevo pieno di fame e carestia. I nomi dei personaggi sono già un eloquente programma, il marconte Cagalanza, la marcontessa Bernarda, grassa e scontenta, la corte tutta disgraziata e approssimativa, con i soldati arrugginiti e affamati, i contadini più affamati ancora, raramente qualcuno trova un pollastro o un somaro cotto, più spesso lo sogna. Alla fame non c’è mai fine, e questa è la trama fondamentale che accomuna contadini e sgangherati signori. Si parla un bellissimo maccheronico semi romanesco, semi latino, o semi qualcosa d’altro. Parente prossimo della Armata Brancaleone di Mario Monicelli.
Vale la pena? — Il pataffio
3 motivi per guardarlo
- Il dialogo maccheronico romanesco-latino è una chicca che ti fa ridere a ogni battuta
- Valerio Mastandrea in versione marconte sgangherato ruba la scena ogni volta
- La fame universale che accomuna tutti, dai contadini ai soldati arrugginiti, è raccontata con ironia nera
A chi piacerà
Se ti è piaciuta la comicità surreale di Boris o Zerocalcare, qui trovi lo stesso spirito demenziale ma in versione medioevale. Perfetto per una serata con gli amici quando vuoi qualcosa di diverso dal solito.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una trama serrata tipo Money Heist, qui è tutto molto lento e ripetitivo
- L'umorismo è di nicchia, non per tutti
- Il rating IMDb basso (4.9) non mente: se non ti prende subito, meglio skipare
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