Il segreto di Liberato
Un documentario incentrato su Liberato, l'artista partenopeo dall'identità ignota. La sua carriera ha inizio nel 2017 con la sua musica che fonde la tradizione neo-melodica napoletana, l'R&B e l'elettronica con alcune influenze hip-hop. Di lui non si sa nulla, si ignora perfino il viso, al suo posto, però, si conosce il suo simbolo: una rosa. Tra le poche esibizioni, che sono rimaste nella storia per la loro memorabilità, ricordiamo Rotonda Diaz a Napoli, il C2C di Torino, Milano Rocks all’Ippodromo di San Siro ma anche il Rock in Roma, dove il suo nome ha riunito 25mila persone. Liberato è uno dei segreti di Napoli, che tra i suoi vicoli e i suoi palazzi nasconde 'o munaciell', 'a bella 'mbriana, 'o sang' 'e san Gennaro, 'a sirena Partenope e molti altri, tra cui l'identità del cantante.
Vale la pena? — Il segreto di Liberato
3 motivi per guardarlo
- Liberato che canta davanti a 25mila persone a Rock in Roma senza mai mostrare il volto, pura leggenda
- La scena di Rotonda Diaz a Napoli ti fa venire i brividi, anche se non capisci il napoletano
- Scopri come un tizio anonimo con una rosa è diventato più famoso di molti artisti mainstream
A chi piacerà
Se ti intrigano i misteri tipo la maschera di Daft Punk o l'anonimato di Banksy, ma con le vibes di Mare Fuori. Perfetto per le serate in cui vuoi scoprire qualcosa di diverso dal solito pop.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi un documentario tradizionale con interviste e retroscena, qui zero
- Skip se non ti piace la musica napoletana o l'elettronica sperimentale
- Durata di 1h20, non aspettarti un filmone ma più un racconto compatto
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