Il viaggio di Arlo
Arlo è il figlio più piccolo in una famiglia di dinosauri evoluti. La sorella e il fratello maggiori di Arlo aiutano i genitori a coltivare i campi della fattoria e si sono guadagnati il diritto di apporre la loro impronta sul silo che custodisce le provviste per l'inverno, accanto a quelle di mamma e papà. Tuttavia, Arlo non riesce a fare altrettanto perché è dominato dalla paura di tutto ciò che lo circonda. Il padre di Arlo decide allora di affidargli un incarico di responsabilità che potrebbe meritargli l'onore dell'impronta: cacciare il misterioso ladruncolo che ruba le provviste dal silo. Quel ladruncolo si rivelerà un cucciolo d'uomo, e Arlo non troverà il coraggio di ucciderlo, ponendo fine alle sue ruberie. Papà dinosauro accompagnerà il figlio alla ricerca della preda sfuggita, ma quella battuta di caccia avrà un esito tragico che darà inizio al lungo viaggio di Arlo.
Vale la pena? — Il viaggio di Arlo
3 motivi per guardarlo
- Un dinosauro fifone che deve superare le sue paure in un mondo preistorico stile Pixar
- La scena del fiume in piena ti tiene col fiato sospeso
- La strana amicizia tra Arlo e Spot (il bambino umano) è più divertente di quanto pensi
A chi piacerà
Se hai nostalgia dei classici Disney tipo Alla ricerca di Nemo o cerchi qualcosa di leggero dopo una maratona di serie intense. Perfetto per una serata sul divano con i più piccoli o quando vuoi staccare il cervello.
3 motivi per non guardarlo
- La trama è molto lineare, niente colpi di scena
- Se cerchi l'azione di Jurassic World qui trovi più emozioni che avventura
- I personaggi secondari sono un po' dimenticabili, la vera chicca è Arlo
Commenti (6)
Fra, l'ho visto ieri con i nipoti e mi sono ritrovato a piangere come una fontana quando Arlo e Spot si separano. Non me l'aspettavo proprio da un film Disney/Pixar.
Tre stelle e basta. La trama è un classico viaggio dell'eroe senza sorprese, l'animazione è bella ma non spicca. Ci sta per una serata in famiglia, ma non lo rivedrei.
Mai capito perché abbiano scelto i dinosauri per una storia così umana. L'atmosfera è piacevole, i paesaggi sono curati, ma il finale mi è sembrato sbrigativo. Forse mi aspettavo più epicità da un film del 2015.
La colonna sonora di Mychael Danna è l'unica cosa che salva il tutto. Quella melodia malinconica quando Arlo guarda le stelle è l'unico momento che mi è rimasto impresso. Il resto, fatto coi piedi.
La scena iniziale con la tempesta mi ha fatto venire l'ansia, troppo forte per un film per bambini. Poi però si perde in un viaggio noiosetto.