Quo vado?
Il nuovo film con Zalone racconta la storia di Checco, un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. Voleva vivere con i suoi genitori evitando così una costosa indipendenza e c'è riuscito, voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità di un matrimonio con relativi figli e ce l'ha fatta, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro ed è riuscito a ottenere il massimo: un posto fisso nell'ufficio provinciale caccia e pesca. Con questa meravigliosa leggerezza Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi, Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa. Per Checco il posto fisso è sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento...
Vale la pena? — Quo vado?
3 motivi per guardarlo
- Checco Zalone che fa il fannullone di Stato è la satira che spacca
- La scena del viaggio in Norvegia con l'orso è già un meme
- Ti fa ridere pensando a quel parente che ha il posto fisso e non lo mollerebbe mai
A chi piacerà
Se hai visto Boris e ti piace la comicità all'italiana senza troppi fronzoli. Perfetto per la serata in famiglia o con gli amici quando vuoi qualcosa di leggero.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una trama serrata, qui è tutto molto prevedibile
- Skip se non sopporti le facezie di Zalone, è lui al 100%
- La satira sul posto fisso può sembrare un po' datata oggi
Commenti (2)
Che schifo sto film... Un personaggio che non reggo per niente e pure qui si conferma. Non lo sopporterei neanche se facesse film seri sulla società marcia in cui viviamo, invece di questa roba ipocrita solo per fare soldi.
l'ho visto per curiosità dato che Zalone viene osannato come il comico del momento... ma il film non mi è piaciuto e lui non mi ha fatto ridere per niente. Una commedia pallosissima con battute fiacche, non lo riguarderei nemmeno sotto tortura. Da evitare.