Smetto quando voglio
Pietro è un geniale ricercatore trentasettenne di neurobiologia, che ha sviluppato un rivoluzionario algoritmo per la modellizzazione teorica di molecole organiche. Ma l'importanza della ricerca non viene percepita dai docenti della commissione finanziatrice, che non rinnovano l'assegno di ricerca. Allora ha un'idea: utilizzare l'algoritmo per creare una nuova droga, non ancora segnata nell'elenco del ministero. Ma per fare questo gli serve aiuto. Decide così di rivolgersi alle migliori menti che conosce: uomini brillanti che, a causa dei tagli, sono costretti a fare lavori inadeguati rispetto alle loro qualifiche.
Vale la pena? — Smetto quando voglio
3 motivi per guardarlo
- Un gruppo di ricercatori disperati che crea una droga legale, tipo Breaking Bad ma con i cervelloni italiani
- La scena del primo esperimento in laboratorio è pura comica a bomba
- La colonna sonora spacca e ti fa sentire parte della gang
A chi piacerà
Se hai amato Boris o Zerocalcare e cerchi una commedia italiana che non sia la solita roba da fidanzati-popcorn. Perfetta per la serata pizza con gli amici quando vuoi ridere senza impegno.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione stile John Wick, qui zero
- I primi 20 minuti sono un po' lenti, resisti
- La trama è semplice, non aspettarti colpi di scena da Mare Fuori
Commenti (2)
Questa trilogia è proprio epica, e il primo rimane il migliore in assoluto. Fa troppo ridere, non mi stanca mai rivederlo.
non mi ha convinto, troppo scontato, rumoroso e caotico