Sole a catinelle
Checco Zalone è sui trenta in quel del vicentino, con moglie e figlio decenne. Sorride sempre, con la smorfia inebetita di chi ha vissuto nel sogno televisivo dell'ultimo ventennio. Di lavoro aspira la polvere, dapprima negli hotel di lusso, dove ha cresciuto la sua mira di ricchezza, poi nelle case delle sue tante zie meridionali, intento a vendere l'elettrodomestico che lo riscatterà economicamente. Ci riuscirà perché è simpatico e ottimista (ma non comunista, anzi qualunquista). Compra tutto quello che serve, ma subito dopo lo perde perché fidi e assegni postdatati si sciolgono come la neve sotto il "sole a catinelle", mentre la moglie operaia vicentina perde il lavoro nel nord-est non più ricco, facendosi paladina di una lotta di classe datata come le trasmissioni giornalistiche di sinistra che la vogliono raccontare. Tornato povero, non è meno ottimista e promette al figlio una vacanza da sogno se prende tutti, ma proprio tutti i dieci nell'ultima pagella.
Vale la pena? — Sole a catinelle
3 motivi per guardarlo
- Checco Zalone che fa ridere con la sua faccia da 'ma che cazzo' in ogni situazione
- Le gag sulle zie del sud sono spacca, tipo quando prova a vendere l'aspirapolvere
- La scena degli assegni che si sciolgono è già diventata un meme italiano
A chi piacerà
Se hai amato Boris o le prime stagioni di SKAM Italia per quel mix di comicità e vita reale. Perfetto per la serata pizza con gli amici quando vuoi ridere senza impegno.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una trama serrata tipo Money Heist, qui è più episodico
- Skip se non sopporti l'umorismo tutto italiano di Zalone
- Alcune battute sugli stereotipi meridionali potrebbero risultare cringe oggi
Commenti (1)
un film fantastico, Checco Zalone è il top, geniale, divertente e fa spaccare dalle risate