The Adam Project
7.0
2022
106 min
HD
2050: il pilota di un caccia capace di viaggiare nel tempo è inseguito e ferito, tanto da tentare un salto temporale d'emergenza. Finisce nel 2022 - e non nel 2018 che era invece la sua meta - dove incontra il se stesso ancora bambino. Questi capisce ben presto di trovarsi di fronte alla propria versione adulta, che non si fa problemi a dare spiegazioni perché il suo intento è comunque di cambiare il passato per scongiurare un futuro apocalittico. Al crocevia della linea temporale che vuole alterare c'è suo padre, morto circa un anno prima in un incidente.
Verdetto
Vale la pena? — The Adam Project
3 motivi per guardarlo
- Ryan Reynolds che fa Ryan Reynolds con se stesso da bambino, spacca
- La scena del combattimento con i jetpack è puro divertimento stile Marvel
- Ti fa pensare a come sarebbe stato parlare con tuo padre da piccolo, tocca un nervo
A chi piacerà
Se hai amato Deadpool e Stranger Things per il mix di azione e nostalgia. Perfetto per la serata sul divano quando vuoi qualcosa di leggero ma con un po' di cuore.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi fantascienza seria tipo Interstellar, skip
- La trama dei viaggi nel tempo è confusa, non pensarci troppo
- Ryan Reynolds fa sempre lo stesso personaggio, se non ti piace non cambia
Commenti (6)
La scena del combattimento con il padre più giovane mi ha lasciato un po' così. Bella idea ma l'esecuzione è un po' scontata, si vede che volevano strizzare l'occhio alla nostalgia anni '80 senza osare troppo.
Ryan Reynolds fa sempre il solito personaggio, ma qui ci sta. Il film è carino e basta, niente di che.
Fra, ho visto ieri sera e mi ha annoiato. La trama dei viaggi nel tempo è stata fatta meglio in altre robe, qui sembra un copia-incolla di cliché. Walker e Reynolds hanno chimica zero, secondo me.
Mi aspettavo una commedia spaziale divertente e invece ho trovato un film che cerca di essere tutto: avventura, dramma familiare, sci-fi. Non decidersi è il suo problema maggiore. Però la colonna sonora con i classici rock ci sta un sacco, quello sì.
Visto e rivisto, e ancora rivisto...