L'arte della gioia
La drammatica e avventurosa vita di Modesta, nata in Sicilia il primo gennaio del 1900 da una famiglia povera, in una terra ancora più povera. Fin dall’infanzia, animata da un insaziabile desiderio di conoscenza, di amore e di libertà, è disposta a tutto pur di perseguire la sua felicità, senza piegarsi mai alle regole di una società oppressiva e patriarcale a cui sembra predestinata. Dopo un tragico incidente che la strappa alla sua famiglia, viene accolta in un convento e, grazie alla sua intelligenza e caparbietà, diventa la protetta della Madre Superiora. Il suo cammino la conduce poi alla villa della Principessa Brandiforti, dove si renderà indispensabile ottenendo sempre più potere nel palazzo. Questo suo incessante movimento di emancipazione si accompagna a un percorso di maturazione personale e sessuale, che la porta a varcare il confine tra lecito e illecito, conquistando giorno dopo giorno il suo diritto al piacere e alla gioia.
Vale la pena? — L'arte della gioia
3 motivi per guardarlo
- Modesta è una protagonista che non si fa mettere i piedi in testa, tipo Mare Fuori ma in Sicilia anni '20
- La scena del convento con Jasmine Trinca ti tiene incollato
- La sua scalata sociale è una lezione di furbizia che ti fa tifare per lei
A chi piacerà
Se hai amato le storie di riscatto di Zero o l'atmosfera di Suburra ma in versione femminile e storica. Perfetta per chi cerca qualcosa di più strutturato di una serie young-adult ma con lo stesso spirito ribelle.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura, qui è più dramma e dialoghi
- Il ritmo non è serrato come The Boys, ci vuole pazienza
- La trama copre decenni, non è una storia che si risolve in poche puntate
Commenti (5)
La scena del parto nel primo episodio mi ha lasciato senza parole. Sandra Milo è bravissima, ma certe parti sono davvero pesanti da digerire.
Mai capito perché le serie drammatiche italiane debbano essere così lente. La storia di Modesta è potente, ma ci mette un'eternità a decollare. La fotografia però è top.
Fra, ho visto due episodi e mi sono annoiato a morte. Niente di che, skip.
Boh, carina e basta. Non mi ha lasciato niente.
La serie è un pugno nello stomaco, ma in senso buono. La protagonista ha una forza incredibile e la regia è molto evocativa, anche se a volte rallenta troppo.