Lie to Me
Il professor Carl Lightman è specializzato nel raggiungimento della verità attraverso l'interpretazione delle micro espressioni del viso e del linguaggio del corpo e riceve incarichi di consulenza per aziende esterne, ma soprattutto dalla polizia. Ha messo a punto una struttura formata da esperti che lavorano per lui, il Lightman Group. La serie è ispirata al lavoro di Paul Ekman, il più grande esperto mondiale di espressioni facciali e professore emerito di psicologia alla Scuola di Medicina di San Francisco dell'Università della California. Il Dr. Ekman ha lavorato per la polizia e per alcuni gruppi antiterrorismo ed è stato consulente per la realizzazione della serie.
Vale la pena? — Lie to Me
3 motivi per guardarlo
- Tim Roth che smaschera bugie con microespressioni tipo superpotere
- La scena dove becca il politico in diretta TV è spacca
- Ogni episodio è un caso da risolvere in 40 minuti, zero filler
A chi piacerà
Se ti piaceva House per il genio antipatico che risolve casi impossibili. Perfetta per maratona quando vuoi qualcosa di intelligente ma senza sforzo, tipo The Mentalist ma più nerd.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi action tipo The Boys qui trovi solo dialoghi
- Le stagioni finali calano di qualità, ti avverto
- A volte le soluzioni sono troppo svelte, poco suspense
Commenti (5)
La serie si basa su una premessa interessante ma dopo un po' tutte le puntate sembrano uguali, sempre lo stesso schema con le microespressioni.
Boh, l'ho recuperata dopo anni. Carina e basta, niente di che.
Mai capito perché l'abbiano cancellata dopo solo tre stagioni. Sì, alcune storie erano ripetitive, ma il personaggio di Lightman era magnetico. Peccato per il finale affrettato, sembrava che volessero chiudere in fretta. Riguarderei qualche episodio, ma non tutta la serie.
Spacca tantissimo, fra!
Tim Roth è perfetto nel ruolo, ma il resto del cast è un po' piatto. La colonna sonora ci sta, dà quel tono investigativo giusto.