NCIS: New Orleans
La serie segue le vicende della squadra dell'NCIS distaccata a New Orleans. Guidata dall'agente speciale Dwayne Cassius Pride, è composta anche dall'agente speciale Christopher LaSalle e dalla neo-arrivata agente Meredith Brody, avvalendosi dell'assistenza del tecnico di laboratorio Sebastian Lund e del medico legale Loretta Wade. A partire dalla seconda stagione entrano nella squadra Patton Plame, esperto di cyber crimini, già collaboratore del team nella prima stagione e Sonja Percy, ex agente dell'ATF che ha collaborato con Pride nella caccia alla Piccola Esca e a Sasha Broussard. Durante la terza stagione, in seguito alla partenza di Brody, causata dalla sconvolgente storia con l'agente e traditore John Russo, alla squadra si aggiungerà l'agente Tammy Gregorio.
Vale la pena? — NCIS: New Orleans
3 motivi per guardarlo
- Scott Bakula (Quantum Leap) che fa il capo squadra con stile da veterano
- L'atmosfera di New Orleans con jazz e voodoo dà un twist ai soliti polizieschi
- La chimica tra Pride e LaSalle è tipo amici che si prendono in giro ma si coprono le spalle
A chi piacerà
Se ti piace Mare Fuori ma vuoi meno dramma e più azione investigativa. Perfetta per le serate in cui cerchi un poliziesco familiare senza troppe sorprese.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi adrenalina pura tipo John Wick, qui è più procedurale
- Le stagioni sono lunghe (7 totali), impegno da binge-watcher
- La formula episodica si ripete: caso, indagine, soluzione, fine
Commenti (7)
La scena del bar con la musica jazz in sottofondo è l'unica cosa che mi è rimasta impressa. Il resto è dimenticabile.
Fra, l'ho riavviata ieri e devo dire che ci sta. Non è il top ma se cerchi qualcosa di leggero senza troppe pretese, funziona.
La prima stagione aveva un suo fascino, ma dopo un po' diventa tutto uguale: caso risolto in 40 minuti, battutine, fine. Ci sta per passare il tempo ma niente di che.
No joke, una delle serie più sopravvalutate. Personaggi piatti, trame prevedibili, e quella forzata ambientazione neworleanse sembra finta. Due episodi e skip.
Il finale della terza stagione con quell'arco narrativo sul passato di Pride mi ha lasciato un po' così. Da una parte interessante, dall'altra sembrava tirato per i capelli. Non so, forse avrei preferito più focus sui casi invece che su drammi personali.