Affliction
Wade Whitehouse è lo sceriffo di un piccolo paese del New Hampshire, divorziato e impegnato nel tentativo di instaurare un rapporto con la figlia, la quale però sembra respingerlo. L'uomo ha alle spalle un passato tormentato, con un padre che era solito ubriacarsi e imporsi violentemente su di lui, sulla madre e sul fratello minore Rolfe. Un giorno di apparente calma, un vecchio sindacalista, Evan Twombley, perde la vita durante una battuta di caccia con Jack Hewitt, migliore amico di Wade. La cosa suscita scalpore tra chi viene a saperlo, ma il tutto viene subito liquidato come un incidente; Wade non è però convinto che sia andata così. Successivamente verrà a scoprire che sua madre è morta, e sarà durante il funerale che Rolfe metterà in testa a Wade l'idea che l'incidente di caccia di Twombley possa essere in realtà un complotto ordito da alcune persone tra cui il suo datore di lavoro, Gordon LaRiviere e lo stesso Jack.
Vale la pena? — Affliction
3 motivi per guardarlo
- Nick Nolte che spacca la testa in un ruolo da sceriffo alcolizzato, ti fa male guardarlo
- La tensione con il padre violento (James Coburn) è più dark di una puntata di Gomorra
- Il mistero della caccia che non torna ti tiene incollato fino alla fine
A chi piacerà
Se hai amato le atmosfere claustrofobiche di Mare Fuori o il lato oscuro di Euphoria. Perfetto per le serate in cui vuoi un dramma che ti lascia il magone, tipo quando finisce una stagione di Stranger Things.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione, qui è tutto dialogo e sguardi
- Il ritmo è lento tipo The Haunting of Hill House, ti avverto
- Nolte è sempre ubriaco e depresso, non aspettarti risate
Commenti (1)
Un film che va oltre il semplice giallo, Schrader racconta la tragedia di un uomo con radici profonde. L'omicidio c'è, ma è solo un pezzo di un quadro più ampio, quasi uno studio psicologico dei personaggi. La scelta di non esagerare con gli effetti paga, e le ambientazioni essenziali rendono la storia universale, toccando tutti.