Battle Royale
7.3
2000
114 min
HD
I giovani giapponesi sono troppo esagitati. Per disciplinarli viene emanato il Battle Royale Act: ogni anno una scolaresca viene estratta a sorte e catapultata su un'isola deserta. Sorvegliati dal prof. Takeshi e da un nucleo militare, gli studenti si giocano la "battaglia reale": ognuno riceve un'arma diversa, che sia un bazooka o una pinza per le ciglia, e si dà alla macchia. Scopo del gioco: eliminare tutti gli altri entro tre giorni. Regole: nessuna.
Verdetto
Vale la pena? — Battle Royale
3 motivi per guardarlo
- La scena del bazooka in classe è diventata leggenda su TikTok
- Il prof. Takeshi che spiega le regole con un sorriso inquietante ti spacca la testa
- Ogni studente ha un'arma diversa, da un GPS a un ombrello, e devi tifare per il tuo preferito
A chi piacerà
Se hai amato Squid Game e The Hunger Games, questo è il nonno che ha inventato il genere. Perfetto per le serate con gli amici che vogliono discutere di chi sarebbe sopravvissuto nella loro classe.
3 motivi per non guardarlo
- Ti avverto, è del 2000 e gli effetti speciali sono un po' vintage
- Skip se non sopporti il sangue finto a fiumi
- La trama è semplice: o uccidi o muori, zero svolte a sorpresa
Commenti (10)
Spacca tantissimo, no joke. La colonna sonora di Masamichi Amano è epica, soprattutto durante le sequenze d'azione. Fra, se ti piacciono i thriller crudi, questo è un must-watch.
Boh, l'ho rivisto ieri dopo anni e non regge più come allora. Gli effetti speciali sono datati, e certe scelte di regia sembrano fatte per shockare più che per raccontare. Skip se non sei nostalgico.
La scena dell'insegnante che spiega le regole del gioco è quella che mi ha fatto capire che questo film non scherzava proprio. Il tono cinico e la violenza gratuita mi hanno tenuto incollato, anche se a volte esagera un po' con il sangue.
Sandra Bullock? No, scherzo, ma Noriko e Shuya hanno una chimica che funziona nonostante il contesto assurdo. Il finale con loro che scappano insieme mi ha lasciato un sorriso amaro, ma ci sta.
Tre stelle e basta. La premessa è forte, ma dopo un po' diventa ripetitivo: ragazzi che si uccidono, un po' di dramma, fine. Visto una volta e basta.