Big Fish - Le storie di una vita incredibile
Edward Bloom crede che un uomo, a furia di raccontare delle storie, diventi lui stesso quelle storie. Infatti è solito narrare, fra lo stupore di chi lo circonda, storie fantastiche e assurde riguardanti la sua vita: dall'incontro con un uomo alto 5 metri, a quello con una strega con un occhio di vetro capace di mostrare alle persone che vi guardano dentro il momento della propria morte. Suo figlio William, però, non apprezza questa sua presunta mancanza di serietà e per questo con il tempo si allontana da suo padre. Quando Edward si ammala gravemente Will intraprende un personale viaggio alla scoperta della vita del padre che lo porterà a scoprire il gusto del racconto e che le storie raccontate dal padre hanno più verità di quanta se ne potesse immaginare!
Vale la pena? — Big Fish - Le storie di una vita incredibile
3 motivi per guardarlo
- Tim Burton al top della sua magia visiva, tipo Wednesday ma più caldo e colorato
- Ewan McGregor che vive avventure assurde, dall'uomo gigante alla strega che ti mostra la morte
- La scena finale sul fiume ti lascia con un nodo in gola senza essere cringe
A chi piacerà
Se hai amato la poesia di Stranger Things o il fantasy di The Dark Crystal. Perfetto per una serata nostalgica con chi cerca qualcosa di diverso dai soliti action.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura, qui trovi più storie che combattimenti
- Il tono è fiabesco, skip se vuoi realismo alla Gomorra
- Primi 20 minuti possono sembrare lenti, ma poi decolla
Commenti (11)
Tim Burton ha fatto di meglio, questa roba mi ha annoiato dopo mezz'ora. Troppo sdolcinato.
L'ho rivisto dopo anni e colpisce diversamente. Da ragazzo mi sembrava solo una favola, ora quel finale sul letto d'ospedale mi ha fatto un nodo alla gola. La colonna sonora di Elfman è perfetta.
Fra, Albert Finney da vecchio è spettacolare, ma la storia padre-figlio mi ha lasciato un po' così. Ci sta ma niente di che.
Uno dei film che mi è piaciuto meno di questo regista, forse perché mi ero affezionato troppo alle atmosfere tetre dei suoi lavori precedenti e non sono un grande fan del genere fiabesco.
La scena del gigante che entra in città è pura magia visiva, ma il resto del film non decolla mai veramente.