Cattiverie a domicilio
1922. Una cittadina affacciata sulla costa meridionale dell’Inghilterra è teatro di un farsesco e a tratti sinistro scandalo. Basato su una bizzarra storia vera, Cattiverie a domicilio segue le vicende di due vicine di casa: Edith Swan (Olivia Colman), originaria del posto e profondamente conservatrice, e Rose Gooding (Jessie Buckley) turbolenta immigrata irlandese. Quando Edith e altri suoi concittadini iniziano a ricevere lettere oscene piene di scabrosità, i sospetti ricadono immediatamente su Rose. Le lettere anonime scatenano una protesta a livello nazionale che scaturisce in un processo. Saranno le donne – guidate dalla poliziotta Gladys Moss (Anjana Vasan) – a indagare sul crimine, sospettando che le cose potrebbero non essere come sembrano.
Vale la pena? — Cattiverie a domicilio
3 motivi per guardarlo
- Olivia Colman e Jessie Buckley che si odiano a vicenda in un paesino inglese, è puro dramma
- La storia vera delle lettere oscene ti fa dire 'ma davvero?' ogni 5 minuti
- Il processo finale è un caos che ti tiene incollato tipo Mare Fuori ma in costume
A chi piacerà
Se ti piaccioni i drammi umani stile Euphoria ma in versione vintage. Perfetto per una serata tranquilla con qualcuno che apprezza le storie basate su fatti reali.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o risate, questo non è il film per te
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- L'ambientazione 1920 può risultare noiosa se non sei fan dei period drama
Commenti (1)
film ispirato a fatti reali, una comunità colpita da lettere anonime piene di insulti sessuali e personali. un thriller che mescola umorismo e disturbi mentali.