I colori del tempo
Nella Francia di oggi, un gruppo di sconosciuti viene riunito in quanto discendente di Adèle, donna di fine ottocento che dalla Normandia era partita alla volta di Parigi in cerca della madre che l'aveva abbandonata. Dovendo ispezionare la casa in rovina di Adèle per decidere cosa fare della proprietà, gli emissari del gruppo - Guy, Céline, Seb e Abdel - mettono insieme pezzo dopo pezzo il lontano passato della loro famiglia. Parallelamente, durante la Belle Époque, Adèle si avventura nella grande città assieme ai nuovi amici Lucien e Anatole, scoprendo una capitale nel vortice del cambiamento, tra zone ancora rurali e i salotti della borghesia moderna, e tra le arti figurative e l'avvento della fotografia.
Vale la pena? — I colori del tempo
3 motivi per guardarlo
- La doppia storia tra Parigi oggi e la Belle Époque ti tiene incollato come un episodio di Dark
- La scena del ritrovamento del diario di Adèle è pura magia, ti fa venire voglia di cercare le tue radici
- La chimica tra i personaggi moderni è tipo Mare Fuori ma senza il carcere, ti ci affezioni subito
A chi piacerà
Se hai amato le serie che mescolano passato e presente tipo Dark o From, ma vuoi qualcosa di più leggero e meno horror. Perfetto per una serata tranquilla in cui vuoi una storia che ti porti via senza troppi drammi.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena alla Money Heist, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per chi vuole adrenalina
- Alcuni dialoghi in francese possono essere un po' cringe con i sottotitoli, occhio
Commenti (5)
Bel film, gli do 7. La fotografia e il modo in cui hanno mostrato le due storie in parallelo mi hanno sorpreso positivamente. La trama non mi ha convinto del tutto, per i miei gusti, però la narrazione è stata davvero apprezzabile.
Il film è carino, però non mi ha preso più di tanto. Sembrava un po' sconnesso, come due trame diverse messe insieme. Però ci può stare guardarlo.
Fantastico sotto ogni aspetto, sono d'accordo con le recensioni precedenti. Finalmente un bel film, anche se personalmente non lo definirei un "giallo", a meno che non mi sia perso qualcosa!
Film bellissimo, non vedevo una trama così coinvolgente da secoli.
Klapisch trasforma l'ansia per il futuro in un'esplosione di colori. Non è una previsione, ma un collage di sguardi e luci di Parigi che celebra l'imprevedibilità delle persone contro la rigidità dello scorrere del tempo. Un film che non ha paura di domani, ma lo invita a ballare.