Il cittadino illustre
Daniel Mantovani, premio Nobel per la letteratura, l'ha profetizzato nel suo antiretorico discorso svedese: la massima onoreficenza farà di lui un monumento, spedendolo anzitempo al museo. Da cinque anni, infatti, non scrive niente di nuovo, e sono più gli inviti che rifiuta di quelli che accetta. Quando però arriva via lettera una richiesta da Salas, minuscolo paese argentino, decide di andare. A Salas, Daniel Mantovani è nato e cresciuto, e da là è fuggito, senza mai tornare, quarant'anni or sono, costruendo la sua identità sul rifiuto di quel luogo e della sua mentalità. Una volta in Argentina, lo scrittore è oggetto di un'accoglienza trionfale, ma col passare dei giorni le cose peggiorano, le sue opinioni non piacciono, si solleva un malumore sempre più generalizzato,un'aria nientemeno che di violenza.
Vale la pena? — Il cittadino illustre
3 motivi per guardarlo
- Il protagonista che torna al paesino natio e si scontra con i compaesani che lo idolatrano in modo cringe
- La scena del discorso al Nobel è una satira spietata del mondo culturale
- Il finale ti lascia con un sorriso amaro che ti spacca la testa
A chi piacerà
Se hai amato Boris per la satira sul mondo dello spettacolo o Zerocalcare per il ritorno alle radici scomode. Perfetto per chi cerca qualcosa di intelligente dopo una maratona di serie tv più leggere.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o risate facili, qui zero
- Il ritmo è lento, tipo i primi episodi di una serie che deve partire
- I dialoghi filosofici possono risultare pesanti se non sei nell'umore giusto
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