Il concerto
Andreï Filipov è un direttore d'orchestra deposto dalla politica di Brežnev e derubato della musica e della bacchetta. Rifiutatosi di licenziare la sua orchestra, composta principalmente da musicisti ebrei, è costretto da trent'anni a spolverare e a lucidare la scrivania del nuovo e ottuso direttore del Bolshoi. Un fax indirizzato alla direzione del teatro è destinato a cambiare il corso della sua esistenza. Il Théâtre du Châtelet ha invitato l'orchestra del Bolshoi a suonare a Parigi. Impossessatosi illecitamente dell'invito concepisce il suo riscatto di artista, riunendo i componenti della sua vecchia orchestra e conducendoli sul palcoscenico francese sotto mentite spoglie. Scordati e ammaccati dal tempo e dalla rinuncia coatta alla musica, i musicisti accoglieranno la chiamata agli strumenti, stringendosi intorno al loro direttore e al primo violino. La loro vita e il loro concerto riprenderà da dove il regime li aveva interrotti, accordando finalmente presente e passato.
Vale la pena? — Il concerto
3 motivi per guardarlo
- La scena del fax che cambia tutto è un colpo di scena da brividi
- Vedere i musicisti che si riuniscono dopo 30 anni ti fa tifare per loro
- Il finale al Théâtre du Châtelet con la musica che esplode ti lascia senza fiato
A chi piacerà
Se hai amato le storie di riscatto tipo Mare Fuori o i momenti epici di Stranger Things. Perfetto per la serata sul divano quando vuoi qualcosa che ti tiri su.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o risate a bomba, qui è più lento
- La politica sovietica può risultare pesante, occhio
- I primi 20 minuti sono un po' piatti, ma poi decolla
Commenti (1)
film simpatico e pure divertente... au revoir shoshanna!! 🙂