Il diavolo veste Prada
Dopo essersi laureata con successo nella cittadina di provincia nella quale ha sempre vissuto, Andy si trasferisce a New York dove riesce ad essere assunta come assistente di Miranda Priestly, direttrice di Runaway, rivista di moda per eccellenza, che detta legge anche agli stilisti. I modi dispotici di Miranda e la mancanza di feeling con le ambiziosissime colleghe impongono ad Andy di cambiare se stessa tanto nell'aspetto, quanto nell'animo, per poter sopravvivere alla giungla dell'ambiente di lavoro. Pian piano conquista la fiducia di Miranda, a scapito delle amicizie e dell'amore...
Vale la pena? — Il diavolo veste Prada
3 motivi per guardarlo
- Meryl Streep che ti fa tremare con una sola occhiata, no joke
- La trasformazione di Andy da ragazza di provincia a fashion icon è pura soddisfazione
- Le battute di Emily Blunt sono già meme su TikTok, tipo 'cerchiamo di non fare la stupida'
A chi piacerà
Se hai amato le dinamiche tossiche di Euphoria o le gerarchie spietate di Mare Fuori. Perfetto per le serate con le amiche quando vuoi un guilty pleasure che ti fa sentire meno sola al lavoro.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una commedia leggera, qui trovi più dramma che risate
- La parte romantica è un po' cringe e prevedibile
- Skip se odi i film dove tutti si trasformano per piacere al capo
Commenti (13)
La colonna sonora con Madonna e altri pezzi anni 2000 è la vera star del film. Atmosfera perfetta, trama prevedibile.
Tre stelle e basta. Divertente ma troppo superficiale, sembra una pubblicità per Vogue.
La scena dove Anne Hathaway butta il telefono nella fontana è iconica, tutto il resto mi è scivolato addosso.
Meryl Streep fa paura in quel modo glaciale, ma la storia alla fine è la solita favola newyorkese.
Fra, l'ho rivisto dopo 10 anni e fa ancora ridere. Miranda Priestly è un personaggio assurdo, ma Andy mi sta un po' sulle palle.