Il diritto di opporsi
Il film segue il giovane avvocato Bryan Stevenson e la sua storica battaglia per la giustizia. Dopo essersi laureato ad Harvard, Bryan avrebbe potuto scegliere di svolgere fin da subito dei lavori redditizi. Al contrario, si dirige in Alabama con l'intento di difendere persone condannate ingiustamente, con il sostegno dell'avvocatessa locale Eva Ansley. Uno dei suoi primi casi, nonché il più controverso, è quello di Walter McMillian, che nel 1987 viene condannato a morte per il famoso omicidio di una ragazza di 18 anni, nonostante la preponderanza di prove che dimostrano la sua innocenza, e il fatto che l'unica testimonianza contro di lui sia quella di un criminale con un movente per mentire. Negli anni che seguono, Bryan si ritroverà in un labirinto di manovre legali e politiche, di razzismo palese e sfacciato, mentre combatte per Walter, e altri come lui, con le probabilità - e il sistema - contro.
Vale la pena? — Il diritto di opporsi
3 motivi per guardarlo
- Michael B. Jordan che spacca in tribunale con una rabbia che ti prende lo stomaco
- La scena del confronto con Jamie Foxx è pura tensione da brividi
- Ti fa bestemmiare contro il sistema giudiziario come in Mare Fuori ma per davvero
A chi piacerà
Se hai bingeato The Trial of the Chicago 7 o ti è piaciuta la parte sociale di The Boys. Perfetto per le serate in cui vuoi un dramma che ti tenga incollato senza essere noioso.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui è tutto dialoghi
- Primi 20 minuti lenti, ti avverto
- La storia vera ti lascia con un nodo in gola, skip se vuoi leggerezza
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