Il re di Staten Island
Scott (Pete Davidson) è un ragazzo che ha perso il padre quando aveva solo 7 anni durante l'attentato dell'11 settembre. La perdita del genitore ha causato al giovane un vero shock e ora che ha più di vent'anni si comporta ancora come un adolescente. Trascorre le sue giornate in giro insieme ai suoi amici, a fumare erba e a fare il cascamorto con la sua amica d'infanzia (Bel Powley); al contrario di sua sorella minore (Maude Apatow), che sta per iniziare il college. Quando sua madre (Marisa Tomei) inizia a frequentare un altro uomo, un vigile del fuoco (Bill Burr), nell'eterno bambino Scott scatta qualcosa e improvvisamente si ritrova costretto a fare i conti con quel dolore e quel lutto che non ha mai voluto affrontare, ma che ha represso sempre più dentro di sé. Forse è arrivato il momento per Scott di iniziare una nuova fase della sua vita e finalmente diventare adulto...
Vale la pena? — Il re di Staten Island
3 motivi per guardarlo
- Pete Davidson che interpreta sé stesso in un coming-of-age senza zucchero
- La scena del tatuaggio sbagliato è puro cringe da ridere
- Bill Burr che fa il patrigno è la vera chicca, ti spacca la testa
A chi piacerà
Se hai amato Euphoria per le storie di ragazzi persi o Boris per il tono ironico. Perfetto per le serate in cui ti senti un po' in stallo e vuoi qualcosa di vero ma non pesante.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una commedia a bomba tipo American Pie, qui è più lento
- Pete Davidson può stancare se non ti piace il suo stile
- La trama è tipo un episodio lungo, niente di che
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