L'abbaglio
1860. Giuseppe Garibaldi inizia da Quarto l’avventura dei Mille circondato dall’entusiasmo dei giovani idealisti giunti da tutte le regioni d’Italia, e con il suo fedele gruppo di ufficiali, tra i quali si nota un profilo nuovo, quello del colonnello palermitano Vincenzo Giordano Orsini. Tra i tanti militi reclutati ci sono due siciliani, Domenico Tricò, un contadino emigrato al Nord, e Rosario Spitale, un illusionista. Sbarcati in Sicilia, a Marsala, i Mille iniziano a battersi con l’esercito borbonico, di cui è subito evidente la preponderanza numerica. In queste condizioni, per il generale appare pressoché impossibile far breccia nella difesa nemica e penetrare a Palermo. Ma quando è quasi costretto ad arretrare, Garibaldi escogita un piano ingegnoso.
Vale la pena? — L'abbaglio
3 motivi per guardarlo
- Toni Servillo che interpreta Garibaldi con quella faccia seria che ti fa ridere
- Ficarra e Picone nel 1860 tra illusioni e battaglie, un mix assurdo che funziona
- La scena dello sbarco a Marsala con i due siciliani che si guardano tipo 'e mo'?' è puro meme material
A chi piacerà
Se hai amato Boris e Zerocalcare ma vuoi provare qualcosa di storico senza prenderti troppo sul serio. Perfetto per la serata con gli amici che vogliono ridere ma anche un po' di storia italiana.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi un film storico serio tipo 'Il Gattopardo', qui trovi più comico
- Il ritmo a volte cala tra una battuta e l'altra
- Skip se non ti piacciono i film con i costumi d'epoca, qui è tutto ottocentesco
Commenti (1)
Film piacevole, anche se decisamente inferiore a La stranezza che aveva quasi lo stesso cast. Ci sono tanti richiami a scene già viste (tipo i due "eroi" che si sacrificano verso la fine, fanno pensare a quelli de La grande guerra, anche se qui finisce diverso), ma la qualità è molto più bassa. Però l'idea di base e le riprese rimangono interessanti.