L'ipnotista
Anni Cinquanta. L'investigatore Anders Olsen indaga su un rapinatore di banche che ha sparato a due agenti ed è fuggito per le strade di Copenaghen. Una volta arrestato, il rapinatore afferma di aver fatto tutto da solo ma la cosa strana è che alcuni testimoni oculari sono pronti a testimoniare come l'uomo sembrasse agire in trance. Olsen scopre così che l'imputato è stato in carcere insieme al carismatico Björn Nielsenin e inizia a sospettare che questi lo abbia ipnotizzato al fine di commettere il crimine. Per risalire al bandolo della matassa, Olsen chiede aiuto a un rinomato ipnotista.
Vale la pena? — L'ipnotista
3 motivi per guardarlo
- La premessa dell'ipnotista che manipola criminali è intrigante tipo un episodio di Black Mirror
- Pilou Asbæk (Euron Greyjoy di Game of Thrones) dà quel tocco di carisma ambiguo
- La scena dell'interrogatorio in trance ti fa chiedere se sia possibile davvero
A chi piacerà
Se ti piacciono i thriller psicologici stile primi episodi di Mindhunter o quelle puntate di Criminal dove l'interrogatorio è tutto. Perfetto per una serata pioggia quando vuoi un mistero che non sia l'ennesimo serial killer.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione stile John Wick, qui zero sparatorie
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è un binge-watching
- Il finale lascia qualche domanda aperta, se odi gli open ending skip
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