La città che aveva paura
L'inizio della primavera del 1946 porta il terrore nella placida cittadina di Texarkana, in Arkansas. Una notte di fine marzo una coppia di amanti, appartatisi in auto, viene ritrovata brutalmente massacrata e la polizia brancola nel buio, non avendo la più pallida idea su chi possa essere l'autore del delitto o sul movente. Tre settimane dopo, altri due giovani innamorati vengono uccisi con le stesse modalità ma questa volta l'assassino viene intravisto dal vicesceriffo Ramsey: si tratta di un uomo bianco incappucciato. Il capitano Morales, convinto di trovarsi di fronte a un serial killer, dissemina le strade di agenti sotto copertura e auto della polizia, con la speranza di catturarlo prima di un eventuale terzo delitto.
Vale la pena? — La città che aveva paura
3 motivi per guardarlo
- L'assassino incappucciato che terrorizza una città è creepy stile Stranger Things ma senza mostri
- La scena del primo attacco in auto ti tiene col fiato sospeso no joke
- Basato su fatti reali del Phantom Killer, ti fa googlare la storia vera dopo
A chi piacerà
Se hai amato l'atmosfera dark di From o le prime stagioni di True Detective. Perfetto per le serate thriller con chi cerca brividi senza splatter estremo.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi action tipo John Wick qui zero, è più lento
- Il finale lascia domande aperte, ti avverto
- I personaggi secondari sono un po' dimenticabili, skip se vuoi trama super elaborata
Commenti (1)
Un piccolo cult che andrebbe riscoperto, questo thriller che pare ispirato a fatti veri ha il raro pregio di tenerti col fiato sospeso fino alla fine!