La legge del crimine
Le macchine di lusso, la Riviera, il sole... è tutto solo una scenografia. Per Milo Malakian ciò che conta davvero è il clan, la famiglia, le radici, la cosiddetta "prima cerchia". Quella che non si tradisce e che ti dà sicurezza perché ne conosci le regole. Quella in cui ci si può fidare di tutti. Così si può lavorare tranquilli, senza troppi rischi, e pensare soprattutto a organizzare i colpi. Uno in particolare: spettacolare, grandioso, forse l'ultimo, dopo il quale Milo ha deciso di smettere e passare le redini del potere al suo erede diretto, l'unico figlio che gli è rimasto: Anton, che però aspira a una vita diversa. La relazione segreta che ha con Elodie, un'infermiera, gli ha aperto gli occhi sul mondo violento e senza via di scampo di suo padre e lui vuole assolutamente uscire da questa "cerchia"...
Vale la pena? — La legge del crimine
3 motivi per guardarlo
- Jean Reno che fa il boss della malavita in Costa Azzurra, puro stile
- La scena del colpo in banca è coreografata tipo Money Heist ma più vecchia scuola
- Vahina Giocante che fa la figlia ribelle ti ricorda un po' i personaggi di Mare Fuori
A chi piacerà
Se hai amato i film di gangster anni 2000 tipo The Transporter o Suburra. Perfetto per la serata divano quando vuoi azione senza troppe pretese.
3 motivi per non guardarlo
- La trama è prevedibile, ti avverto
- Il rating IMDb 5.3 non mente, non aspettarti chissà cosa
- Se cerchi adrenalina pura tipo John Wick, qui è più lento
Commenti (4)
che spettacolo, fantastico!!!
che palle questo film! si muove a passo di lumaca!
un film senza troppe pretese ma che si fa guardare volentieri... e poi reno è sempre un mito
Carino, ma niente di che, anche con Jean Reno. Secondo me è troppo tranquillo, per essere un poliziesco manca azione. Gli do 6.5.