La persona peggiore del mondo
La trentenne Julie vive con il quarantenne Aksel, un fumettista di culto. Aksel è un uomo amorevole e attento e la vita della coppia nella scena artistica di Oslo è fatta di cocktail ed eventi a cui prendere parte. Julie, però, non si sente realizzata. Incapace di sopportare il peso delle aspettative della sua famiglia o il desiderio di Aksel di avere un figlio, continua a inseguire sogni personali che cambiano in continuazione. Una sera, mentre cerca disperatamente di riscoprire alcune sensazioni perdute della sua giovinezza, Julie si intrufola a una festa di nozze, dove fa la conoscenza di Eivind, un suo coetaneo.
Vale la pena? — La persona peggiore del mondo
3 motivi per guardarlo
- La scena del party dove Julie scappa dalla sua vita è pura Euphoria norvegese
- Renate Reinsve ti fa sentire ogni crisi dei 30 anni come fosse la tua
- Il finale aperto che ti lascia a chiederti 'e adesso?' fino a tarda notte
A chi piacerà
Se hai amato le parti più introspettive di Mare Fuori o le crisi esistenziali in Skam Italia. Perfetto per le serate in solitaria con una coperta e tanti pensieri.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o trama serrata, qui è tutto dialoghi e silenzi
- Skip se i drammi esistenziali ti sembrano 'first world problems'
- Il ritmo è lento tipo film d'autore, occhio se sei abituato a The Boys
Commenti (1)
Un film che ha qualcosa da dire. La protagonista è una ragazza che cerca se stessa, incostante, vive alla giornata, scelta dopo scelta, senza mai riuscire a essere contenta di sé o degli altri. La vita non è per chi vuole il finale bello. Si parla di famiglia, lavoro, sesso, amore, figli... Attori bravi, immersi nel freddo, non solo quello di Oslo. Per me è stato difficile immedesimarmi nella protagonista, che non mostra mai una vera gioia. Però mi è piaciuto.