La ragazza che sapeva troppo
La maggior parte dell'umanità è stata infettata da una variante di un fungo noto come Ophiocordyceps unilateralis. Gli infetti, chiamati hungrie, si nutrono di carne umana perdendo ogni facoltà mentale. La malattia si diffonde attraverso il sangue e la saliva, ma può anche diffondersi attraverso spore create dal fungo. Con il sussidio di militari e psicologi, i pochi sopravvissuti vivono in una postazione a Birmingham creata per trovare una cura. La dottoressa Caroline Caldwell studia un gruppo di bambini che sono ibridi di seconda generazione, in parte hungrie e in parte umana. A differenza della prima generazione, i bambini sono in grado di mantenere le loro facoltà mentali e perdono il controllo solo quando si avvicinano troppo al profumo umano. Tra loro c'è Melanie, una bambina di dieci anni dal quoziente intellettivo alto definita "soggetto n 1".
Vale la pena? — La ragazza che sapeva troppo
3 motivi per guardarlo
- La scena iniziale con i bambini infetti ti spacca la testa, no joke
- Gemma Arterton che studia i piccoli mutanti è pura scienza horror stile The Last of Us
- Il finale ti lascia con un 'e adesso?' che ti fa googlare teorie fino a tardi
A chi piacerà
Se hai bingeato The Last of Us e ti manca quell'atmosfera post-apocalittica. Perfetto per le serate pizza con gli amici che amano gli zombie ma con un twist scientifico.
3 motivi per non guardarlo
- Primi 20 minuti lenti, resisti che poi parte
- Se cerchi action pura tipo John Wick, qui c'è più dramma
- Il cattivo militare è così generico che ti scordi il nome a metà film
Commenti (1)
Un altro film di zombie, solita storia, contagio e morti viventi... però il finale è diverso, grazie a una bambina zombie che lo rende interessante. Non è un capolavoro, ma almeno è originale.