Leonora addio
Luigi Pirandello muore a Roma il 10 dicembre 1936 e nel suo testamento lascia precise disposizioni: «Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno. Né annunzi né partecipazioni. Morto, non mi si vesta. Mi s'avvolga, nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto e nessun cero acceso. Carro d'infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m'accompagni, né parenti, né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi. E il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere; perché niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me. Ma se questo non si può fare sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui.» Ma le cose non andarono proprio così....
Vale la pena? — Leonora addio
3 motivi per guardarlo
- La scena del testamento di Pirandello che vuole morire nudo e senza fiori è già virale
- Fabrizio Ferracane (Gomorra) che interpreta un ruolo totalmente diverso dal solito
- La parte comica sul carro funebre dei poveri ti fa ridere anche se è un dramma storico
A chi piacerà
Se hai apprezzato Boris o Zerocalcare quando parla di cultura con ironia. Perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dopo una maratona di serie tv, tipo una pausa intelligente ma non pesante.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena tipo Money Heist, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per le serate popcorn
- Pirandello non è per tutti, skip se storia e letteratura ti annoiano
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