Lo sciacallo - Nightcrawler
Louis è un ladro di materiali edili quando lo incontriamo, non è chiaro cosa abbia fatto prima ma ora ruba rame, ferro e simili per rivenderli sottoprezzo ai cantieri con un obiettivo più grande: trovare un vero lavoro in una congiuntura economica non facile. Tuttavia nessuno assume un ladro. Un giorno è testimone di un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l'accaduto, capisce che è un vero lavoro e uno che paga ma nemmeno in questo caso trova qualcuno pronto ad assumerlo così pensa di poter fare da sè e con i propri metodi (il furto) ruba il necessario per comprare un'attrezzatura di base e iniziare a girare le strade di Los Angeles in cerca di incidenti, furti e cronaca dura da rivendere ad un'emittente locale con pochi scrupoli. Quando il business si fa più serio aumenta anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell'etica verso le vittime.
Vale la pena? — Lo sciacallo - Nightcrawler
3 motivi per guardarlo
- Jake Gyllenhaal ti spacca la testa con un personaggio sociopatico che ti resta addosso
- La scena in cui manipola la polizia per filmare un crimine è pura adrenalina dark
- Il finale ti lascia con la domanda 'ma questo è un genio o un mostro?' per giorni
A chi piacerà
Se hai amato la psicologia disturbata di Patrick Bateman in American Psycho o il cinismo di The Boys. Perfetto per le serate in cui vuoi un thriller che ti fa guardare il telegiornale con occhi diversi.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura, qui è tutto psicologico
- Il protagonista è un antieroe totale, zero empatia
- Ritmo lento all'inizio, ci vuole pazienza per entrare nel mood
Commenti (5)
spacca tantissimo
La scena in cui negozia i prezzi con la tv locale è geniale. Mostra come il capitalismo spinto possa trasformare qualsiasi cosa in merce, anche il sangue. Peccato che il finale sia un po' scontato, si capiva dove andava a parare.
Jake Gyllenhaal ha la faccia da psicopatico perfetto, ma dopo un'ora mi ha stancato. Sempre lo stesso sguardo, sempre la stessa fissazione. Boh, ci sta ma non lo rivedrei.
Tre stelle e basta. Gyllenhaal fa un lavoro mostruoso, è innegabile, ma il personaggio è così estremo che diventa poco credibile. Chi davvero riesce a essere così calcolatore e spietato senza mai un momento di dubbio? La trama procede bene, ma mi aspettavo più colpi di scena.
Mai capito perché lo considerino un thriller. È più un dramma sociale sul giornalismo spazzatura. Lou Bloom è l'incarnazione del sogno americano distorto: parte da zero e arriva in alto, ma calpestando tutto e tutti. La regia è pulita, le inquadrature notturne di Los Angeles sono ipnotiche, ma dopo un po' la mancanza di un vero antagonista lo rende monotono.