Magic in the Moonlight
Berlino, 1928. Wei Ling Soo è un celebre prestigiatore cinese in grado di fare sparire un elefante o di teletrasportarsi sotto gli occhi meravigliati di un pubblico acclamante. Ma dietro la maschera e dentro il suo camerino, Wei Ling Soo rivela Stanley Crawford, un gentiluomo inglese sentenzioso e insopportabile che accetta la proposta di un vecchio amico: smascherare una presunta medium, impegnata a circuire una ricchissima famiglia americana in vacanza sulla riviera francese. Ospite dei Catledge sulla Costa azzurra e sotto falsa identità, si fa passare per un uomo d'affari; Stanley incontra la giovane Sophie Baker ed è subito amore. Ma per un uomo cinico e sprezzante come lui è difficile leggere dietro alle vibrazioni di Sophie un sentimento sincero. Un temporale e il ricovero della zia adorata, faranno crollare il razionalismo e le resistenze di Stanley: il soprannaturale esiste eccome e si chiama amore.
Vale la pena? — Magic in the Moonlight
3 motivi per guardarlo
- Colin Firth che fa il rompiscatole aristocratico è una goduria, tipo il professor Snape in vacanza
- La chimica con Emma Stone è spacca, ti fa sorridere anche quando litigano
- La scena della seduta spiritica con i trucchi da mago è un mix perfetto tra commedia e mistero
A chi piacerà
Se ti piaccioni i dialoghi serrati di Mare Fuori o le storie d'amore strane tipo Zerocalcare, ma in versione vintage. Perfetto per una serata tranquilla con qualcuno che apprezza le battute intelligenti.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione, qui zero: è tutto parlato
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- Woody Allen o lo ami o lo odi: se non ti piace il suo stile, skip
Commenti (1)
un capolavoro di woody allen, recitazione eccezionale, sceneggiatura degna di oscar wilde. qui un mago razionale deve smascherare una medium ma ci si innamora, e la vera magia è l'amore, l'incantesimo che batte ogni trucco da illusionista.