Pasolini, un delitto italiano

Pasolini, un delitto italiano

6.4 1995 99 min HD

Ricostruzione, in forma di docudrama con la mescolanza di immagini “finte” e di materiale di repertorio in bianconero, del processo contro Pino Pelosi per la morte di Pier Paolo Pasolini, ucciso nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 sul lido di Ostia. Giordana e i suoi sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia non pretendono di raccontare la verità su quella morte, ma di spiegare perché quella verità non s'è mai saputa e perché la prima sentenza che condannò Pelosi per omicidio “con il concorso di ignoti” sia stata cassata nelle sentenze successive, rimossa dall'opinione pubblica, dimenticata. Nel film, montato con accorta efficacia da Cecilia Zanuso, di Pasolini si vede il volto, e si ascolta la voce, soltanto nei frammenti di repertorio.

Verdetto

Vale la pena? — Pasolini, un delitto italiano

3 motivi per guardarlo

  • La scena del delitto ricostruita con materiale d'archivio ti fa sentire dentro un vero cold case
  • Il mix di immagini finte e filmati reali in bianco e nero è un effetto che ti spacca la testa
  • La domanda finale su perché la verità non è mai uscita ti resta appiccicata per giorni

A chi piacerà

Se ti intrigano i misteri irrisolti tipo quelli di Dark o le inchieste sporche di Suburra. Perfetto per le serate in cui vuoi qualcosa che ti faccia dire 'ma davvero è successo così?'

3 motivi per non guardarlo

  • Se cerchi azione o thriller veloce, qui è tutto processi e dialoghi
  • Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge-watching
  • Zero colpi di scena spettacolari, la tensione è tutta sottotraccia

Commenti (1)

  • Film intenso e preciso, che scansa abilmente i pericoli tipici di questo tipo di operazione. Senza dare per scontato che il pubblico conosca la vittima, Giordana passa in rassegna tutte le piste allora percorribili, rinunciando a indicare "una verità" e mostrando piuttosto come ci sia stata la precisa intenzione di non farla emergere. È proprio questo che permette al film di mantenere intatto il suo valore, nonostante la recente (e superflua) svolta nelle dichiarazioni di Pelosi.

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