Payback - La rivincita di Porter
Porter e Val sono due ladri, molto amici tra loro che rubano 130 mila dollari ad un gruppo di malviventi cinesi. Al momento di dividere il bottino, Val, con la complicità della moglie di Porter, Lynn (attirata con l'inganno), si prende tutti i soldi mentre la moglie spara al marito, convinta di ucciderlo. Porter, però, guarisce e ha una sola idea: riprendere la sua parte di soldi e uccidere Val. Quando torna a casa, ritrova la moglie Lynn oramai abbandonata da Val e distrutta e la notte stessa muore per una dose di eroina. Da qui parte la caccia a Val, che nel frattempo è entrato a far parte di una potentissima organizzazione criminale, detta l'"Organizzazione"; lo farà con l'aiuto di Rosie, prostituta d'alto bordo e causa del tradimento della moglie. La sua ricerca si tramuta in una escalation continua: l'Organizzazione protegge i propri associati e per riavere quei soldi Porter si ritrova a sfidare l'intero sistema, polizia e mafia cinese inclusi.
Vale la pena? — Payback - La rivincita di Porter
3 motivi per guardarlo
- Mel Gibson che spacca tutto con rabbia pura, tipo John Wick ma senza regole
- La scena del casinò con la tortura è già culto, ti spacca la testa
- La colonna sonora blues-rock ti entra nelle ossa e non esce più
A chi piacerà
Se hai amato i primi John Wick o il lato sporco di Peaky Blinders. Perfetto per le serate birra con gli amici quando volete un action movie a bomba.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi un eroe pulito, qui è tutto grigio e violentissimo
- La trama è semplice da morire, niente colpi di scena
- Il finale è un po' frettoloso, ti lascia tipo 'e quindi?'
Commenti (2)
Secondo adattamento del personaggio di Parker, nato dalla penna di Donald E. Westlake, tratto dallo stesso romanzo del film di Boorman di 23 anni prima. Lì si chiamava Walker, qui è Porter... Helgeland dirige con decisione, ma la storia va troppo di fretta e coinvolge molto meno del film precedente. Alcune scene proprio non funzionano e i colori sono troppo spenti. Il cast è ok, Gibson pure, ma rispetto all'altro film questo è un passo indietro. Comunque rimane piacevole da vedere.
Helgeland scrive e dirige il miglior film su Parker (qui chiamato Porter) finora, insieme al più sperimentale Point Blank di Boorman, che in realtà è la stessa storia di Westlake vista da due registi bravissimi ma opposti. Poi vengono il simpatico neo-noir Play Dirty di Black e il Parker di Hackford, il più scarso in assoluto. Gibson e il resto del cast sono fantastici, e Deborah Unger è nel suo periodo Crash e The Game, quindi una vera bomba, anche se qui compare poco. Lucy Liu è adorabile nel ruolo divertente di una sadica boss della mafia cinese.