Quasi amici
La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un'impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l'elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita.
Vale la pena? — Quasi amici
3 motivi per guardarlo
- Omar Sy che porta il caos in una villa da miliardari con battute che ti fanno ridere a bomba
- La scena del massaggio all'orecchio è diventata un meme virale
- Il loro rapporto ti fa venire voglia di chiamare il tuo migliore amico
A chi piacerà
Se hai amato le amicizie improbabili di Mare Fuori o le dinamiche fuori dagli schemi di Boris. Perfetto per la serata sul divano quando vuoi qualcosa che ti tira su senza essere cringe.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi action puro tipo John Wick, qui zero sparatorie
- Primi 20 minuti un po' lenti, ma poi decolla
- La trama è prevedibile, ma il viaggio è quello che spacca
Commenti (5)
Fra, Omar Sy e Cluzet insieme spaccano. Peccato che la storia sia un po' scontata.
La scena del paracadute mi ha fatto ridere come un matto, ma poi il film si perde in troppi momenti melensi.
Boh, l'ho rivisto ieri e ci sta. Non è un capolavoro ma passa la serata.
La colonna sonora di Ludovico Einaudi è l'unica cosa che salva il tutto. Il resto è una commedia drammatica prevedibile, con personaggi stereotipati che non evolvono davvero. Cluzet fa il solito ricco burbero, Sy il simpaticone di periferia. Alla fine, si chiude con un sorriso forzato che non convince.
Mai capito perché tutti lo considerano un filmone. Carino e basta, niente di che.