Rapiniamo il Duce
Milano, aprile 1945. Siamo agli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale. La città è in macerie. Nel caos della guerra Isola è diventato il re del mercato nero, guidato da un’unica legge morale: la sopravvivenza. Yvonne è la sua fidanzata clandestina, cantante del Cabiria, l’unico locale notturno rimasto aperto in città. Ma anche Borsalino, gerarca fascista, torturatore spietato, è innamorato perdutamente di Yvonne e disposto a tutto pur di averla. Isola e i suoi intercettano una comunicazione cifrata e scoprono che Mussolini ha nascosto il suo immenso tesoro proprio a Milano – nella “Zona Nera” – in attesa di fuggire per la Svizzera, scampando alla cattura e alla forca. Isola non può lasciarsi sfuggire l’occasione della vita – il colpo più ambizioso della Storia – e decide perciò di mettere in atto un’impresa folle: rapinare il Duce.
Vale la pena? — Rapiniamo il Duce
3 motivi per guardarlo
- Un piano alla Money Heist ma con i fascisti, se ti piava Suburra ci stai
- La scena del cabaret con Matilda De Angelis è un mood tipo Mare Fuori ma in guerra
- Il trio di ladri è un mix di personaggi che funziona a bomba, tipo i primi episodi di The Boys
A chi piacerà
Se hai bingeato Suburra e ti manca quel mood criminale italiano. Perfetto per la serata con gli amici che vogliono azione e risate senza impegno.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi un film storico serio, qui è più stile Ocean's 11 in guerra
- Il ritmo a volte cala, ti avverto
- Il finale è un po' sbrigativo, lascia qualche domanda aperta
Commenti
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