State of Play
Cal McAffrey è un veterano della carta stampata, il suo è un giornalismo che va di persona alla fonte, che investiga, si pone domande, nel nome della verità e di una buona storia. Stephen Collins è stato suo compagno di studi e di stanza e ora è un giovane ed ambizioso deputato a capo di un comitato che controlla le spese per la difesa nazionale, in odore di abnormi illeciti. Quando la bella assistente nonché amante di Collins muore in un dubbio incidente, le strade dei due amici tornano ad incrociarsi tra loro e con quelle della giovane Della Frye, reginetta della blogosfera, e di Anne Collins, moglie di Stephen, alla quale Cal è tutt'altro che estraneo.
Vale la pena? — State of Play
3 motivi per guardarlo
- Russell Crowe da giornalista incazzato che fa domande a tutti tipo un bulldog
- La scena dell'inseguimento nel parcheggio sotterraneo è adrenalina pura
- La tensione tra stampa vecchia scuola e blog è più attuale che mai
A chi piacerà
Se ti è piaciuta la prima stagione di True Detective o l'atmosfera paranoica di The Boys senza supereroi. Perfetto per le serate in cui vuoi un thriller che ti tiene incollato senza jump scare.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi action alla John Wick, qui è più parlato che sparato
- La trama politica può risultare pesante se sei stanco
- I primi 20 minuti sono lenti, ma poi decolla
Commenti (1)
Film piacevole e coinvolgente, con un cast davvero di alto livello.