Tornare
Napoli, anni Novanta. Alice (Giovanna Mezzogiorno), 40 anni, rientra dall’America dopo una lunga assenza. È morto il padre. Alice si ferma nella casa di famiglia, disabitata: con la sorella (Barbara Ronchi) hanno deciso di venderla, e occorre svuotarla degli oggetti di una vita, di tante vite. Ma, inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima (Beatrice Grannò). Con lei inizia un dialogo intenso, come sembra promettente anche il legame che si crea con Marc (Vincenzo Amato), un uomo affascinante e gentile incontrato alla commemorazione del padre. Per Alice si schiude un mondo nuovo, intrigante e pericoloso, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza.
Vale la pena? — Tornare
3 motivi per guardarlo
- La tensione tra Giovanna Mezzogiorno e Beatrice Grannò ti tiene incollato
- La Napoli anni '90 è ricostruita con dettagli che ti fanno sentire lì
- Il mistero della ragazza in casa ti fa chiedere 'ma chi è davvero?' fino alla fine
A chi piacerà
Se hai amato la suspense psicologica di You o i drammi familiari di Mare Fuori. Perfetto per una serata in solitaria quando vuoi un thriller che non sia horror.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto
- Il finale lascia domande aperte che potrebbero irritare
Commenti (2)
Due stelle perché almeno ci sono gli elicotteri, roba che non si vede spesso nei film italo-vietnamiti. È pure meglio di tanta spazzatura americana. Margheriti ha fatto il possibile, Prete e Marsina ci hanno messo impegno. Finale un po' una delusione, ma per chi piace 'sto genere nel complesso si può guardare.
La versione moderna delle eroine di oggi, film banali che non insegnano un bel niente!