Triplo gioco
Rifacimento di Bob le Flambeur (1956) di Melville, film di basso costo e di magri incassi, ma ammirato dai futuri registi della Nouvelle Vague. Come possa essere – discutibile fin che si vuole – originale un remake lo dimostra Jordan, che l'ha scritto e diretto. Attenti al titolo inglese: allude al buon ladrone del Golgota (Luca, 26, 40-43). È Bob che vive nei bassifondi di Nizza nel 2000: rapinatore, giocatore d'azzardo, alcolista, eroinomane, ma anche capace di salvare una ragazza dell'Est dal giro della prostituzione e rispettato dal locale commissario di polizia che non vorrebbe vederlo ritornare in prigione. All'azione provvede la preparazione di un colpo al Casinò di Montecarlo che fa da copertura a un altro colpo ancor più rocambolesco, tra contrattempi e tradimenti.
Vale la pena? — Triplo gioco
3 motivi per guardarlo
- La scena del piano di rapina ti tiene incollato come in Money Heist
- Nick Nolte da eroe antieroe stile vecchia scuola, tipo un John Wick più rovinato
- La dinamica tra il ladro e il poliziotto è un gioco di gatti e topi che spacca
A chi piacerà
Se ti piacciono i thriller criminali come Suburra o le atmosfere noir di Peaky Blinders. Perfetto per una serata in cui vuoi un film con più sostanza del solito, ma senza rinunciare all'azione.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi ritmi veloci tipo Fast & Furious, qui è più lento
- La trama a volte si perde nei drammi personali, ti avverto
- Il finale lascia qualche domanda aperta, non aspettarti chiusure nette
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