Uno bianca
Rapinano banche, supermercati e benzinai, sono organizzati come terroristi ma compiono azioni che nessun criminale porterebbe a termine. Un giorno rubano cento milioni senza uccidere nessuno, il giorno dopo ammazzano un benzinaio per pochi soldi. Sono razzisti, crudeli e, soprattutto, imprevedibili. Il super pool di Bologna brancola nel buio. Una sola costante: questi delinquenti usano sempre una Uno bianca. I protagonisti sono due agenti di provincia (Kim Rossi Stuart e Dino Abbrescia), che, grazie all'intelligenza, all'intuizione e ad un lavoro capillare, riescono a mettersi sulle tracce della banda criminale. I due investigatori si troveranno in contrasto con dei loro superiori, cui devono rendere conto e per questo saranno obbligati a lavorare quasi di nascosto. Ma i sospettati non si tradiscono mai e questo costringe i nostri agenti alla mossa più rischiosa: infiltrarsi.
Vale la pena? — Uno bianca
3 motivi per guardarlo
- Kim Rossi Stuart e Dino Abbrescia che inseguono criminali psicopatici in una Uno bianca, pura adrenalina anni 2000
- La scena della rapina in banca con le armi ti tiene col fiato sospeso no joke
- Basato su fatti veri, ti fa googlare la storia vera dopo il film
A chi piacerà
Se hai bingeato Suburra o Gomorra e ti piace il crime italiano senza filtri. Perfetto per le serate con gli amici che amano i poliziotti alla vecchia maniera.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi effetti speciali alla John Wick, qui zero
- Il ritmo a volte cala, ti avverto
- Atmosfera cupa e violenta, skip se sei sensibile
Commenti (1)
Finalmente l'ho scovato