Campo di battaglia
Sul finire della Prima guerra mondiale. Due ufficiali medici, amici d’infanzia lavorano nello stesso ospedale militare, dove ogni giorno arrivano dal fronte i feriti più gravi. Molti di loro però si sono procurati da soli le ferite, sono dei simulatori, che farebbero di tutto per non tornare a combattere. Stefano, di famiglia altoborghese, con un padre che sogna per lui un avvenire in politica, è ossessionato da questi autolesionisti e, oltre che il medico, fa a suo modo lo sbirro. Giulio, apparentemente più comprensivo e tollerante, non si trova a proprio agio alla vista del sangue, è più portato verso la ricerca, avrebbe voluto diventare un biologo. Anna, amica di entrambi dai tempi dell’università, sconta il fatto di essere donna. A quei tempi, senza una famiglia influente alle spalle, era difficile arrivare a una laurea in medicina.
Vale la pena? — Campo di battaglia
3 motivi per guardarlo
- Alessandro Borghi in modalità ossessivo che indaga sui simulatori di guerra, ti spacca la testa
- La tensione fra i due amici d'infanzia è più tagliente di un bisturi
- La scena del confronto finale in ospedale ti lascia a bocca aperta, no joke
A chi piacerà
Se hai amato la crudezza di Mare Fuori o le atmosfere claustrofobiche di From. Perfetto per le serate in cui vuoi un dramma che non sia il solito film di guerra con le esplosioni.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo 1917, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto
- Skip se non sopporti i dialoghi lunghi e le atmosfere pesanti
Commenti
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