Ghiaccio
1999, Roma. Giorgio Orsini (Giacomo Ferrara), giovane promessa della boxe, vive con la madre Maria, nella periferia degradata della città (Borgata Quarticciolo). Il padre, assassinato due anni prima, ha lasciato in eredità al figlio un debito con la malavita che non gli permette di essere un uomo libero. Con l’aiuto di Massimo (Vinicio Marchioni), che ha un passato nella boxe e vede nel ragazzo il grande campione che lui non è riuscito a diventare, Giorgio ha finalmente la possibilità di riscattarsi, entrando nel mondo del pugilato professionistico. Ma la malavita di periferia non lascia mai scampo a chi non si piega alle sue regole.
Vale la pena? — Ghiaccio
3 motivi per guardarlo
- La scena del combattimento finale ti spacca la testa, no joke
- Giacomo Ferrara (come in Suburra) ti fa tifare per lui anche quando sbaglia
- La Borgata Quarticciolo è un personaggio a sé, tipo Mare Fuori ma più sporca
A chi piacerà
Se hai amato la boxe di Rocky o la periferia di Mare Fuori e Suburra. Perfetto per le serate in cui vuoi un dramma sportivo che non sia la solita favola.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura tipo John Wick, skip
- I primi 20 minuti sono lenti, ti avverto
- La trama del debito con la malavita è un po' vista e rivista
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