Grazie a Dio
7.1
2019
137 min
HD
Alexandre vive a Lione con moglie e figli. Un giorno, per caso, scopre che il prete dal quale era stato molestato da piccolo lavora ancora a contatto con i bambini. Decide così di agire, supportato da altre due vittime del parroco, François e Emmanuel. I tre uomini uniscono le forze per abbattere il muro di silenzio che circonda il loro dramma. Nessuno di loro sarà però indenne da ripercussioni e conseguenze.
Verdetto
Vale la pena? — Grazie a Dio
3 motivi per guardarlo
- La scena della rivelazione in famiglia ti lascia senza parole, tipo un episodio di Mare Fuori ma più crudo
- Il trio di attori spacca con le loro reazioni, da Denis Ménochet che esplode a Swann Arlaud che trattiene tutto
- La battaglia legale è un thriller vero, ti tiene incollato come in The Boys quando si affronta il sistema
A chi piacerà
Se hai visto serie come Euphoria per i drammi reali o Zero per le storie di coraggio. Perfetto per le serate in cui vuoi un film che ti fa parlare dopo, non solo intrattenimento leggero.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o horror, qui è puro dramma, ti avverto
- I flashback sono tosti, skip se non vuoi scene pesanti
- Il ritmo è lento in alcuni punti, non è una maratona da binge-watching
Commenti (2)
Il tema rende complicato girare qualcosa che non sia quasi un documentario. Però è comunque interessante e a me ha preso: vedere da vicino la vita familiare e affettiva delle vittime, notare la superficialità, l'omertà indecente della Chiesa, che non ho mai capito. Il grande punto interrogativo che resta è proprio questo: perché stare zitti? Perché la Chiesa preferisce coprire tutto invece che ripulirsi? Sono questioni complesse e delicate che nel film vengono affrontate bene. Sono contento che se ne parli, che venga tutto portato alla luce. Anche solo
il tema è fondamentale, ma il film non mi ha convinto. Ha un approccio troppo da documentario, risultando monotono e ripetitivo in ogni scena, dall'inizio alla fine. La durata eccessiva (oltre due ore) fa il resto: una noia infinita. E il finale è aperto, ambiguo, lascia un retrogusto amaro, quasi in contrasto col messaggio dell'opera. Non lo consiglierei.