Hamnet - Nel nome del figlio
In un bosco, una giovane donna dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni, si dice non sia nata da sua madre ma da una donna venuta da lontano. Si chiama Agnes e quando Will la vede se ne innamora subito. Will è il giovane William Shakespeare, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet diventa Hamlet. Tratta dal romanzo del 2020 di Maggie O’Farrell, la storia di Agnes (più che di William), intessuta di magia e femminilità.
Vale la pena? — Hamnet - Nel nome del figlio
3 motivi per guardarlo
- Paul Mescal (Normal People) e Jessie Buckley (Men) che danno fuoco allo schermo con una chimica da paura
- La regia di Chloé Zhao (Nomadland) trasforma il bosco in un personaggio stile Stranger Things
- La scena del falco che risponde ai richiami di Agnes è pura magia da screenshot
A chi piacerà
Se hai pianto con Normal People o ti sei perso nelle atmosfere di The Last of Us. Perfetto per la serata coperta e tisana quando vuoi un dramma che ti prende la pancia.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena tipo Mare Fuori, skip totale
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- La trama storica può risultare pesante se non sei nel mood giusto
Commenti (11)
La colonna sonora di questo film è sottovalutata. Quei pianoforti malinconici che accompagnano le scene di campagna danno un'atmosfera davvero particolare, quasi da sogno. Non è il solito dramma storico pomposo, ha un'anima più intimista.
Niente di che, skip. Noioso come pochi.
Film lento per chi non è appassionato del genere. Per me è un capolavoro, recitato in modo impeccabile. Mostra un lato della vita di William che non conoscevo.
Film che mostra davvero il dolore della perdita e la forza di andare avanti, grazie alle interpretazioni intense di Jessie Buckley e Paul Mescal che ti fanno sentire dentro la storia. La regia di Chloe Zhao è essenziale e tratta il lutto con delicatezza. Però la trama e il ritmo sono un po' troppo lenti e pesanti, e certe scene sembrano forzate per commuovere. Nel complesso, 73/100.
ci andavo con tante aspettative, ma alla fine è un film normale. recitazione ok, ma poca originalità. scenografia e costumi fatti un po' al risparmio, ci sono titoli simili molto più curati. passa, ma niente di che. forse tutta la pubblicità mi ha fatto partire col piede sbagliato.