I piccoli maestri
6.6
1998
122 min
HD
Nella primavera del 1944 alcuni universitari antifascisti di Vicenza, simpatizzanti del Partito d'Azione, salgono sui monti del Bellunese (Agordino) e poi nell'altopiano di Asiago a fare la lotta partigiana per bande. Dopo aver conosciuto la paura dei rastrellamenti, gli stenti, le crudelta' della guerra chiudono la loro esperienza a Padova nell'aprile 1945.
Verdetto
Vale la pena? — I piccoli maestri
3 motivi per guardarlo
- Stefano Accorsi giovane che passa da studente a partigiano, ti fa sentire la guerra in prima persona
- Le scene sui monti sono crude come in Mare Fuori, ma con la neve e i nazisti
- La scena del rastrellamento ti tiene col fiato sospeso, no joke
A chi piacerà
Se hai amato la tensione di From o le atmosfere cupe di Peaky Blinders, ma vuoi qualcosa di italiano e vero. Perfetto per le serate in cui cerchi una storia che non sia la solita fiction.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura tipo John Wick, qui è più lento e riflessivo
- Skip se odi i film in bianco e nero o con dialoghi storici
- La trama è lineare, niente colpi di scena da The Boys
Commenti (4)
Una storia partigiana in Veneto che evita i soliti cliché di guerra, concentrandosi sui dubbi dei giovani universitari. Ambientazioni ottime, cast funzionale: Accorsi dignitoso, Pasotti un po' anonimo.
Ma che ne capisci Giulietto? Eri presente tu? Hai almeno letto il libro di Meneghello, che il film segue alla lettera? Anzi, la fedeltà al romanzo è forse il punto di forza maggiore. E te lo dice uno di Malo che conosce i luoghi e tante delle persone reali, mica gli attori.
Questi personaggi uccidono come se fosse un gioco, senza un minimo di rimorso. Il film perde credibilità quando tratta la morte degli amici in modo così superficiale. Le loro avventure sono irrealistiche, considerando che all'epoca certe azioni richiedevano coraggio, abilità e occasioni rare, spesso mortali. Ma figuriamoci se poteva andare come mostra quella scena della retata!
I Piccoli Maestri fa tutto a metà, e quando fai le cose a metà, alla fine è come farle male.