Il bambino con il pigiama a righe

Il bambino con il pigiama a righe

7.8 2008 94 min HD

Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l'avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l'eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l'autorità materna e l'odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.

Verdetto

Vale la pena? — Il bambino con il pigiama a righe

3 motivi per guardarlo

  • La scena finale ti spacca la testa e non te la scordi più, no joke
  • Asa Butterfield da bambino ti fa entrare in quella realtà con occhi innocenti
  • Il contrasto tra il giardino di casa e il campo oltre la recinzione è potentissimo

A chi piacerà

Se hai visto Stranger Things e ti è piaciuto il lato dark dei ragazzini che scoprono orrori più grandi di loro. Perfetto per chi cerca un film che ti lascia qualcosa dopo i crediti, tipo certi episodi di Black Mirror.

3 motivi per non guardarlo

  • Ti avverto: è pesante, non è una serata leggera
  • Se cerchi azione o trama veloce, qui zero
  • La lentezza iniziale può risultare noiosa, ma serve per il colpo finale

Commenti (10)

  • Mai capito perché tutti lo considerino un film sulla Shoah per bambini. È crudo, lento, e la prospettiva del bambino funziona solo a metà. La regia cerca di essere delicata ma finisce per sembrare artificiosa in certi passaggi, tipo quando il padre spiega il lavoro 'con la divisa a righe'. Per carità, le intenzioni sono buone, ma come racconto storico è un po' troppo edulcorato.

  • La scena finale mi ha lasciato senza parole per un'ora, non riesco a smettere di pensarci.

  • Bruno e Shmuel che si tengono per mano mentre... boh, troppo pesante per me. Non lo riguardo mai più.

  • skip, troppo triste e non mi ha convinto.

  • David Thewlis è bravissimo nel ruolo del padre nazista, riesce a mostrare quella doppiezza tra famiglia e dovere. Peccato che il resto del cast sia un po' piatto.

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