Il bambino con il pigiama a righe
Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l'avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l'eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l'autorità materna e l'odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.
Vale la pena? — Il bambino con il pigiama a righe
3 motivi per guardarlo
- La scena finale ti spacca la testa e non te la scordi più, no joke
- Asa Butterfield da bambino ti fa entrare in quella realtà con occhi innocenti
- Il contrasto tra il giardino di casa e il campo oltre la recinzione è potentissimo
A chi piacerà
Se hai visto Stranger Things e ti è piaciuto il lato dark dei ragazzini che scoprono orrori più grandi di loro. Perfetto per chi cerca un film che ti lascia qualcosa dopo i crediti, tipo certi episodi di Black Mirror.
3 motivi per non guardarlo
- Ti avverto: è pesante, non è una serata leggera
- Se cerchi azione o trama veloce, qui zero
- La lentezza iniziale può risultare noiosa, ma serve per il colpo finale
Commenti (10)
Mai capito perché tutti lo considerino un film sulla Shoah per bambini. È crudo, lento, e la prospettiva del bambino funziona solo a metà. La regia cerca di essere delicata ma finisce per sembrare artificiosa in certi passaggi, tipo quando il padre spiega il lavoro 'con la divisa a righe'. Per carità, le intenzioni sono buone, ma come racconto storico è un po' troppo edulcorato.
La scena finale mi ha lasciato senza parole per un'ora, non riesco a smettere di pensarci.
Bruno e Shmuel che si tengono per mano mentre... boh, troppo pesante per me. Non lo riguardo mai più.
skip, troppo triste e non mi ha convinto.
David Thewlis è bravissimo nel ruolo del padre nazista, riesce a mostrare quella doppiezza tra famiglia e dovere. Peccato che il resto del cast sia un po' piatto.