Il Boemo
L'anno è il 1764. Da oltre un anno Josef conduce una vita precaria a Venezia. Spera di diventare un compositore d'opera. La città, piena di talentuosi e già affermati compositori, gli sembra chiusa. In cerca di lavoro come violinista, entra nell'orbita di una giovane donna ricca. Grazie a lei, ha l'opportunità di suonare nei saloni. Ma la sua vera occasione si presenta quando diventa l'amante di una marchesa libertina. Gli insegna le buone maniere mondane, lo libera dai segni di un'educazione provinciale e lo introduce a un'esistenza edonistica libera dall'intolleranza religiosa. Così trasformato, Josef ottiene un incarico incredibile: scrivere un'opera per il San Carlo, il teatro più grande d'Europa.
Vale la pena? — Il Boemo
3 motivi per guardarlo
- La scena della festa libertina con la marchesa è tipo Euphoria ma nel '700, ti spacca la testa
- La trasformazione di Josef da violinista squattrinato a amante di lusso è fatta a bomba
- La colonna sonora ti entra in testa e non esce più, no joke
A chi piacerà
Se hai amato le atmosfere dark di Peaky Blinders o i drammi di Mare Fuori ma vuoi qualcosa di diverso. Perfetto per una serata tranquilla in cui cerchi una storia di ascesa e caduta.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui è tutto molto lento
- Il protagonista a volte è così cringe che vorresti schiaffarlo
- La trama a tratti prevedibile, ti avverto
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